Archeologia Immersiva: un nuovo modo di comunicare

La necropoli di Porta Nocera rappresenta oggi per l’archeologia il punto di partenza di indagini tecnologiche altamente innovative.


Si è conclusa la prima campagna di indagini, documentazione e avvio delle attività di monitoraggio e restauro nell’area della necropoli di Porta Nocera a Pompei, che la Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia ha affidato ad un team di archeologi e restauratori tra cui alcuni ricercatori dell’IBAM CNR.

La necropoli di Porta Nocera (Pompei), portata alla luce negli anni ’50 del secolo scorso e protagonista di interventi principalmente di natura archeologica rappresenta oggi un luogo di indagine unico

…una palestra di sperimentazione tecnologica eccezionale, sia per le fasi di conoscenza che per quelle di divulgazione e comunicazione…

 

Afferma Daniele Malfitana, Direttore dell’IBAM CNR

 

…vogliamo definire un nuovo modo di leggere e comunicare l’archeologia… partire da un punto di osservazione privilegiato, rappresentato dal dato reale che spesso viene bypassato per giungere a rappresentazioni virtuali talora costruite senza una conoscenza analitica del contesto e del monumento, rischiando così di offrire aspetti disneyani che poco hanno a che fare con la ricerca scientifica applicata all’archeologia.

L’Istituto per i beni archeologici e monumentali, in questa prima fase, ha curato gli aspetti strettamente archeologici della ricerca sul campo, focalizzando l’attenzione su una rilettura complessiva dell’intera area per l’acquisizione di uno stato aggiornato delle conoscenze.

Le indagini svolte hanno coinvolto il team dell’IBAM CNR di Lecce che ha riportato in evidenza l’intero sistema dell’area della necropoli e i suoi rapporti con la città esterna al di là di Porta Nocera attraverso il rilevamento di dati geofici precisi; e gli specialisti del “Laboratorio di archeologia immersiva e comunicazione multimediale dell’IBAM CNR di Catania, che attraverso uno studio attento della documentazione archeologica sinora nota, ha avviato la realizzazione di un piano di comunicazione del contesto archeologico di riferimento.

L’Istituto mira alla realizzazione di una piattaforma informatizzata che offrirà un nuovo modo di comunicare i dati rilevati in grandi aree archeologiche, quale Pompei, elaborando un sistema di visualizzazione spaziale curato nei minimi dettagli.

Tale documentazione permetterà l’applicazione dei dati in diversi campi, spaziando dall’implementazione in piattaforme 3D GIS e Webgis e specifiche App, e contribuendo, inoltre, alla programmazione in tempo reale di interventi di restauro, di conoscenza e di studio integrato del monumento o dell’area scelta.

Tale processo permetterà, in breve tempo, la ricostruzione degli spazi oggetto di studio ponendo il turista al centro delle scene realizzate attraverso l’accostamento di immagini interattive, su modelli talvolta 3D.

L’esperienza, che potremmo definire di “archeologia immersiva“, ha il compito di offrire al pubblico la fruizione ottimale del patrimonio, anche, attraverso la partecipazione a virtual tour.

L’App “Terme Achiliane” realizzata dal team del “Laboratorio di archeologia immersiva e comunicazione multimediale” (presentata in occasione dell’inaugurazione del nuovo impianto illuminotecnico delle terme catanesi, il 13 gennaio 2015) è uno dei più recenti esempi di applicazione degli studi volti alla realizzazione di prodotti di alta qualità nel campo dell’archeologia immersiva.

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