Centuripe: scavi e attività di ricerca

centuripeIl moderno abitato di Centuripe (EN) sorge sullo stesso sito di quello antico, ubicato su un massiccio montuoso (m 730 s.l.m.) a dominio delle vallate dei fiumi Simeto, Dittaino e Salso e lungo l’antico percorso che collegava Catania alla costa settentrionale della Sicilia passando per Enna.

La città, fondata dai Siculi nell’VIII secolo a.C., entrò presto in contatto con le colonie greche della costa orientale della Sicilia e attraversò un periodo di particolare floridezza tra il III e il I secolo a.C., quando Cicerone la definì “la più ricca della Sicilia”. centuripe

Vi si conservano numerosi monumenti, privati e pubblici, risalenti al II-III sec. d.C., che assieme a quelli di Taormina, Catania e Siracusa costituiscono le tracce più consistenti delle tecniche costruttive romane

in Sicilia. L’antico centro fu abitato senza soluzione di continuità fino al XIII secolo d.C., quando venne distrutto da Federico II di Svevia e rifondato dopo oltre tre secoli. L’attuale impianto urbano, infatti, è quello cinquecentesco con strette viuzze pensate per una viabilità a trazione animale.

Il territorio circostante è oggetto di studio dell’IBAM CNR di Catania, che tra il 2009 e il 2012, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza BB. CC. AA. di Enna e in collaborazione con altri enti (Comune, locale Museo Regionale, Associazione SiciliAntica),centuripe ha anche eseguito dei saggi di scavo nel territorio e ai margini dell’abitato moderno. Attualmente, nell’ambito dell’idea progettuale DICET (Distretto Cultura e Tecnologie) – MIGLIO ROSSO, si sta lavorando ad una carta archeologica dell’antica città e ad una prima divulgazione dei dati attraverso una guida stampata e un’App, che sarà scaricabile gratuitamente.

Il survey del territorio ha restituito interessanti testimonianze che vanno dalla preistoria all’età moderna. Le pitture rupestri neolitiche del “Riparo Cassataro”, uniche nella Sicilia orientale, sono tra le più rilevanti. L’ocra rossa con cui sono state tracciate è oggetto di studio e analisi dei ricercatori dell’IBAM e dell’INFN per stabilirne la provenienza. Sono state individuate, intanto, le aree di approvvigionamento di selce e diaspro, materie prime della preistoria, a sud del corso del fiume Dittaino.

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Gli insediamenti antichi sono immersi in un paesaggio scarsamente antropizzato, che potrebbe fare da eccezionale sfondo naturalistico ad eventuali percorsi archeologici.

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Il sito preistorico di Pietraperciata si trova in corrispondenza di un affioramento roccioso con suggestivi e stravaganti fenomeni di corrasione eolica. In altri siti è stata invece la mano umana a dare un aspetto surreale al paesaggio. Molto interessanti sono anche le testimonianze dell’evo moderno: dalle miniere di zolfo ottocentesche alle tracce della Battaglia di Sicilia del 1943, che si inquadrano nel campo della Battlefield Archaeology. La battaglia tra Alleati e truppe dell’Asse, oltre che da foto d’epoca, è documentata da palpabili tracce “archeologiche”: il crash site di un aereo Mustang, i bossoli rimasti sul campo dopo gli scontri a fuoco in varie parti del territorio indagato, i numerosi contenitori per munizioni di cannone e vari altri materiali. Un non altrimenti noto Hugo Müller, verosimilmente un soldato tedesco, si dovette rifugiare in un ingrottamento di Pietraperciata, dove incise il proprio nome.

centuripeGli scavi e le ricerche nell’abitato hanno dato una gran quantità di nuovi dati solo in parte pubblicati . Altrettanto promettenti sono le ricerche per la redazione della carta archeologica e le indagini sui noti falsi centuripini.

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Ecco la galleria fotografica completa della missione archeologica di Centuripe.

A cura di Giacomo Biondi (ricercatore IBAM CNR presso la sede di Catania).

Un Commento:

  1. Prospero Calì

    Tutto ciò che si ritrova nel territorio di Centuripe dà certamente nuova luce non solo all’antica storia di Kentoripa o all’attuale Centuripe ma credo, a tutta la Storia di Sicilia e d’Italia. Ma perchè trovati i reperti archeologi devono essere esposti in musei in territorio diversi da quelli nel cui territorio sono stati ritrovati? Perchè si riesce a far ritornare dal Paul Getty Museum di Los Angeles (la Venere di Moragantina) e dall’Australia (la lekane d’oro di Centuripe) e non si riesce a far ritornare indietro nel territorio d’origine dotati di musei archeologici reperti in mostra in musei italiani come il Paolo Orsi di Siracusa (testa di Cesare Augusto e di Falconilla trovati nella cosidetta villa delle Augustales di Centuripe nel 1939 e da lì trasferiti credo momentaneamente, dalla sovintendenza di Siracusa)?

    Agli esperti la sentenza.Un plauso per quello che fa all’archologo G. Biondi per il suo impegno, la sua passione per le sue ricerche e le sue pubblicazioni ma anche all’IBAM di Catania per le stesse motivazioni.

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