Costantino e il tipo monetale del Sol Invictvs

Il diffusissimo tipo che Costantino dedicò “al sole invincibile, suo compagno” presenta, nel campo monetale, un’iconografia consolidata che lo rappresenta in rigorosa nudità eroica.


Il diffusissimo tipo che Costantino dedicò “al sole invincibile, suo compagno” presenta, nel campo monetale, un’iconografia consolidata che lo rappresenta in rigorosa nudità eroica.

L’unico indumento del dio è la clamide legata sulla spalla destra che avvolge entrambe le spalle e che può ora ricadere di peso sul fianco sinistro, oppure svolazzare; la testa è cinta da una corona radiata ed è rivolta sempre ad oriente, anche quando il corpo è rappresentato stante dalla parte opposta.

sol invictus

Costantino aveva scelto il Sol Invictus come nume protettore nel momento in cui aveva ricercato la propria legittimazione imperiale ed il tipo aveva fatto la sua comparsa, nella monetazione del 310 d.C., continuando ad essere impresso nei folles emessi dalle zecche ufficiali fino al 318-319 d.C. A partire da questa data, poi, quando la propaganda imperiale desiderò far leva su nuovi messaggi, più in linea con la politica favorevole al Cristianesimo e sempre più incoraggiante le conversioni, il tipo scomparve, o, sarebbe più appropriato dire, si trasformò, dato che alcuni suoi elementi iconografici caratterizzanti furono “adattati” ai nuovi contenuti ideologici o del tutto assimilati ad essi.

sol invictusIn effetti, il rapporto fra Costantino ed il culto solare sembrò essere tanto speciale e radicato da durare ben oltre l’ufficiale conversione al Cristianesimo, conversione che è stata definita addirittura come il superamento e la precisazione della religione solare, che era stata sua e di suo padre, non come l’abbandono e il rinnegamento di essa.

A questo proposito, gli studiosi non hanno mancato di sottolineare come l’imperatore avesse perpetuato a lungo la tradizione paterna del monoteismo solare, anche negli anni in cui aveva cominciato a simpatizzare col Cristianesimo: tutto ciò era reso possibile dal fatto che la teologia del Sol Iustitiae, a seguito delle numerose corrispondenze che si potevano trovare fra i due termini, poteva essere accettata anche dai Cristiani.

Lo stesso Eusebio, nel panegirico scritto per celebrare i Tricennalia di Costantino, sembra evidenziare che il simbolismo solare fosse suscettibile di divenire un modello ideologico di grande diffusione anche nella versione cristiana.

Nei fatti, com’è logico attendersi, il passaggio da un tempo profano ad tempo sacro non fu repentino.

La principale conseguenza dell’editto di Milano del 313 d.C. sembrò proprio essere questa: tolleranza religiosa, intesa come avvio di un percorso, condotto sotto il segno della continuità dei valori politici, istituzionali e religiosi, che avrebbe portato alla proclamazione del Cristianesimo a nuova religione dell’impero romano.

Significativamente, però, ancora nel 321 d.C., negli oratori di fede cristiana si coglie l’uso di un “linguaggio sfumato”, finalizzato ad esprimere concezioni monoteistiche in senso ampio, tali da poter essere accettate sia da pagani che da cristiani.

Solo dopo la sconfitta di Licinio nel 324 d.C. si arriverà ad illustrare esplicitamente il nuovo fondamento carismatico del potere di Costantino e faranno la loro comparsa veri e propri manifesti visivi della nuova monarchia cristiana.

Nel frattempo, prima che Costantino intensificasse la propria opera in favore del Cristianesimo ed incoraggiasse le conversioni, pur senza giungere a perseguitare i pagani, l’impero attraversò una fase di piena libertà religiosa e tolleranza, in cui si coglie -forse- il desiderio dell’imperatore non urtare i sentimenti religiosi dei sudditi pagani, pur essendo chiaro da che parte egli stesse.

sol invictus

Proprio in questa fase, dal punto di vista dell’iconografia monetale si registra la comparsa, quasi timida, di segni tratti dalla simbologia cristiana, come croci greche e croci a tau. Solo parecchi anni dopo l’editto di Milano, nel 320 d.C., comparirà per la prima volta, sulle monete dell’impero, un simbolo inequivocabilmente cristiano: il monogramma del nome di Cristo.

Contestualmente, mancando una specifica iconografia cristiana, i nuovi schemi tipologici e formali attingono al repertorio greco-romano prendendovi “a prestito” quanto poteva essere utile per la creazione di un repertorio sacro.

Così come era accaduto per il nimbo, attributo solare di origine pagana, il dio Apollo/Sole, simbolo pagano per eccellenza, verrà assorbito nella nuova ideologia dell’impero, divenuto cristiano: nell’immaginario del tempo, egli verrà assimilato al Cristo, come gli studi hanno da tempo dimostrato.

 

A cura di Stefania Santangelo (collaboratore tecnico numismatico IBAM CNR presso la sede di Catania)


 

Fonti Bibliografiche
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