Dai beni monumentali alla medicina: nuovi strumenti per la diagnostica preventiva

L’artrite reumatoide è una poliartrite infiammatoria cronica, può provocare deformazione e dolore che possono portare fino alla perdita della funzionalità articolare. Sebbene la diagnosi di artrite reumatoide si basi principalmente sulle manifestazioni cliniche, la rapida evoluzione della moderna diagnostica per immagini ha consentito di ottenere preziosi e, spesso, insostituibili informazioni semeiologiche, indispensabili per un migliore e più approfondito inquadramento clinico del paziente.

Le diverse tecniche di imaging possono svolgere un ruolo determinante nella diagnosi, nella documentazione delle lesioni anatomiche elementari, nel monitoraggio della progressione della malattia e nella valutazione della risposta al trattamento.

L’obiettivo è chiaramente indirizzato verso una diagnosi precoce. Questo comporta la necessità di un’ampia base di conoscenze di tipo multidisciplinare ed una collaborazione stretta fra specialisti di aree diverse. In quest’ottica il laboratorio di geofisica applicata all’archeologia ed ai beni monumentali ed in modo particolare il Dott. Giovanni Leucci ricercatore e la Dott.ssa Lara De Giorgi dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del Consiglio Nazionale delle Ricerche sono stati coinvolti nella progettazione di una nuova strumentazione di diagnostica non invasiva che, grazie alla individuazione di alcuni parametri fisici, dovrà essere in grado di individuare preventivamente il manifestarsi della patologia.

Il Dott. G. Leucci da svariati anni si occupa della diagnostica non invasiva sui beni monumentali ed ha realizzato strumentazioni, sensori ed algoritmi in grado di individuare lo stato di degrado dei monumenti. Si tratterà ora di mettere in campo tali competenze per sviluppare nuovi sensori e nuovi algoritmi di analisi dei dati in grado di consentire una diagnosi precoce della malattia.

L’idea progettuale di base è partita dall’Ing. Ada Malagnino dottoranda di ricerca del XXXII Ciclo del dottorato di ricerca in Ingegneria dei Sistemi Complessi dell’Università del Salento. La proposta progettuale è coordinata dai Proff. Angelo Corallo e Giorgio Zavarise dell’Università del Salento. Al progetto collaborerà il Prof. Florenzo Iannone del Policlinico di Bari.


A cura di Giovanni Leucci, Ricercatore IBAM CNR

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