Verso l’Ecomuseo dalle valli al mare del G.A.L. Metropoli Est: presentazione delle Mappe di Comunità


Sabato 8 giugno alle ore 9:30 l’Unità di ricerca dell’Istituto per i beni archeologici e monumentali del Consiglio nazionale delle ricerche (Urt Ibam Cnr) di Palermo organizza, nell’ambito delle attività svolte dalle borsiste del progetto di alta formazione ‘AgriCultura’ per il riconoscimento della qualifica di ‘Ecomuseo’ al territorio del Gruppo d’Azione Locale (GAL) Metropoli Est, in cui l’Urt Ibam Cnr si è costituita, l’incontro conclusivo dal titolo “Mappe di Comunità: verso l’Ecomuseo dalle valli al mare”.

L’iniziativa ‘Mappe di comunità’, da cui prende il titolo l’incontro conclusivo, è stata avviata sul territorio grazie al coinvolgimento diretto di docenti e studenti di diverse scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado: scuola secondaria di I grado “G. Carducci” di Bagheria; Liceo scientifico “G. D’Alessandro” di Bagheria; scuola secondaria di I grado “C. Guastella” di Misilmeri – plesso di Portella di Mare; Istituto comprensivo “Don Rizzo” di Ciminna – Baucina – Ventimiglia di Sicilia; Istituto comprensivo “A. Giordano” di Lercara Friddi – Castronovo di Sicilia – Vicari.


APPROFONDIMENTO | Che cosa sono le Mappe di Comunità?

Le mappe di comunità, nate durante gli anni ’80 in Inghilterra come parish maps (letteralmente “parish” significa “parrocchia”, termine inteso come misura del paesaggio inglese che in questo contesto assume il significato di “comunità”), sono un vero e proprio strumento di partecipazione attiva di un gruppo di persone legate ad uno specifico territorio che definisce l’identità del luogo di appartenenza, attraverso il proprio passato, la storia, le tradizioni e contribuisce a dare valore al proprio patrimonio culturale, immateriale e materiale, denotando il carattere peculiare che lo contraddistingue. Le mappe di comunità sono, quindi, rappresentazioni del vissuto di una comunità in relazione al territorio di appartenenza e consentono la sedimentazione di memorie collettive per un sapere condiviso tra generazioni diverse. Si tratta di mappe, cartografie costruite dagli stessi abitanti del luogo che attivano un processo di conoscenza che consolida la consapevolezza della propria identità culturale e il senso di appartenenza ad un territorio. Questo percorso collettivo, legato alla tradizione inglese delle parish maps, giunge in Italia sul finire degli anni ’90 e in particolare nella regione Piemonte (nel 1995 è stata la prima regione italiana a promulgare una legge specifica sui cosiddetti ecomusei). Ad oggi, le mappe di comunità italiane sono poco più di una ventina, ognuna con particolari tratti distintivi. Tra gli esempi virtuosi, la regione Puglia, dove le mappe sono diventate strumenti per la produzione sociale del paesaggio previste nel nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR). In ambiti territoriali omogenei e locali, le mappe di comunità sono divenute strumento sia di pianificazione, sia di sviluppo locale (ad esempio, Casentino, Gemonese, Trentino, Argentano, Bosco Mesola, Primaro – Ferrara, Orvietano e Trasimeno, Barbagia e Alto Flumendosa, Monti Sibillini, Biellese, ecc.). Interessanti le iniziative siciliane attivate prima nel catanese nell’ambito del progetto Starting fromthe River Again e più recentemente, nel palermitano, con la mappa di comunità dell’Ecomuseo urbano Mare Memoria Viva.


Attraverso l’impiego di una didattica innovativa, in linea con il principio della ‘scuola aperta’ al contesto culturale di appartenenza e il dialogo tra diversi saperi, l’iniziativa dell’Urt Ibam Cnr di Palermo, ha previsto la partecipazione attiva della collettività e la specifica promozione di laboratori scolastici per l’ideazione di ‘mappe di comunità’, strumenti atti a rinsaldare e ricostruire i legami tra le persone e i propri luoghi al fine di valorizzare il proprio patrimonio culturale favorendo la definizione di regole condivise per la sua tutela.


L’evento aperto a tutti, si terrà a Bagheria presso la sede dell’Urt Ibam Cnr (c/o Fondazione Trigona Onlus, Strada Vicinale Montagnola-Serradifalco), grazie al lavoro svolta da Roberta Minnella nell’ambito del progetto AgriCultura, coordinato scientificamente da Salvatore Tosi.

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