Educazione al patrimonio culturale: approcci e prospettive

Il prossimo 22 gennaio, alle ore 16:00, avrà luogo a Catania presso il Coro di Notte dell’ex Monastero dei Benedettini, il workshop dal titolo “L’educazione al patrimonio culturale: approcci e prospettive”.


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Il prossimo 22 gennaio, alle ore 16:00, avrà luogo a Catania presso il Coro di Notte dell’ex Monastero dei Benedettini, il workshop dal titolo “L’educazione al patrimonio culturale: approcci e prospettive”.

L’incontro, organizzato dall’Istituto per i beni archeologici e monumentali (IBAM), è focalizzato sul tema dell’educazione al patrimonio culturale alla luce della circolare n. 87 “Piano nazionale per l’educazione al patrimonio culturale 2015” della Direzione Generale Educazione e Ricerca del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo (MiBACT), e servirà ad avviare una riflessione sul ruolo che i beni culturali oggi possono avere nei rapporti con la società in cui viviamo, con i cittadini, con gli studenti delle Scuole di ogni ordine e grado.

Si può comunicare il patrimonio culturale in contesti e modalità differenti, ma è soprattutto nei luoghi dove questo è presente che occorre stimolare la relazione diretta e consapevole tra individuo e beni materiali e immateriali che faccia leva tanto sulle emozioni quanto gli aspetti razionali e cognitivi.

La sfida è piuttosto la capacità di formulare contenuti e modalità di comunicazione che, integrando linguaggi diversi, siano efficaci perché semplici e chiari, senza perdere in rigore scientifico e adeguatezza.

 

programma evento educazione al patrimonio culturale

 

Ad aprire il workshop saranno il Direttore dell’IBAM, Daniele Malfitana, insieme al Magnifico Rettore dell’Università di Catania, Giacomo Pignataro e il Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Ateneo catanese, Giancarlo Magnano San Lio.

All’incontro saranno presenti esperti della Direzione Generale Educazione e Ricerca del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo (MiBACT), che illustreranno ampiamente le tematiche oggetto del piano nazionale, pensato dal Ministero al fine di definire obiettivi a lungo termine:

 

[…] la creazione di un sistema di educazione al patrimonio in grado di coinvolgere una pluralità di soggetti, che faccia proprio il ruolo e le finalità dell’educazione al patrimonio e si traduca nel tempo in forme di coinvolgimento nella gestione e salvaguardia dei luoghi della cultura, e nell’acquisizione di nuove conoscenze con benefici reciproci per la società e il patrimonio stesso […]

 

attraverso l’utilizzo degli strumenti digitali di nuova generazione e il rafforzamento di collaborazioni di natura Istituzionale, a livello nazionale e locale, che puntino ad una migliore attività di formazione per gli operatori e alla crescita significativa del numero delle attività volte a implementare i progetti di partenariato con la Scuola.

Il piano definisce il ruolo centrale dell’educazione al patrimonio per la formazione del cittadino, evidenziando quanto la trasmissione di conoscenze e di valori propri del patrimonio culturale concorre ad affermare la dimensione culturale degli individui e ha positivi impatti sul piano sociale perché stimola i processi di costruzione dell’identità e rafforza il senso di appartenenza alla comunità di riferimento.

Destinatari del piano sono adulti, bambini , giovani, anziani, disabili, cittadini di altre culture, turisti, professionisti, famiglie […] poiché l’educazione al patrimonio si rivolge a tutte le persone, lungo tutto l’arco della vita, e tiene perciò conto delle diverse esigenze e promuove progetti differenti per obiettivi, strategie metodi e strumenti di comunicazione.

Le sfide accolte dal piano nazionale riguardano pertanto due questioni di primaria importanza:

  • l’accessibilità al patrimonio, intesa come diritto essenziale del cittadino ed essenziale per l’esistenza stessa del patrimonio;
  • la partecipazione, principio per cui la conoscenza e l’uso del patrimonio culturale rientrano fra i diritti dell’individuo a prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità e a godere delle arti sancito dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo (Parigi 1984) è alla base dei principi enunciati dalla Convenzione di Faro (Venezia 2005).

Una maggiore accessibilità del patrimonio culturale nella sua interezza e una reale partecipazione dei destinatari ai processi della sua valorizzazione possono, e devono, pertanto fare leva su alcuni principali strumenti quali: la comunicazione, il partenariato e le relazioni con il territorio, la ricerca e formazione e sviluppo delle capacità.

 

LuBeC Lucca

Catania Living LabDurante il workshop saranno illustrati, inoltre, una buona pratica di ampio respiro internazionale e un caso studio da poco nato sul territorio siciliano: da una parte LuBeC Lucca Beni Culturali, manifestazione internazionale, organizzata da Promo PA Fondazione, dedicato allo sviluppo e alla conoscenza della filiera beni culturali – tecnologie – turismo che si svolge ogni anno a Lucca; dall’altra il Catania Living Lab, il primo laboratorio di cultura e tecnologia della città di Catania, concepito come trait d’union fra la ricerca e la comunità con il fine ultimo di rafforzare il senso di appartenenza della società in cui opera.

La progressiva attenzione nei confronti dei temi dell’accesso e della partecipazione ha comportato un accrescimento dei pubblici di riferimento (dai giovani, agli adulti, ai pubblici speciali,  ai turisti). Agire in partenariato con chi lavora con e per le diverse categorie di visitatori, è fondamentale per comprendere i bisogni dei destinatari, intercettarne le aspettative e mettere a punto iniziative efficaci. La progettazione condivisa richiede il riconoscimento e il rispetto delle specificità proprie di ogni soggetto/istituzione, la definizione e distinzione precisa di ruoli e funzioni e per questo necessita di una continua mediazione […].

 

punto sul quale sono sono stati invitati ad offrire il proprio punto di vista l’Assessore regionale alla formazione e istruzione professionale, Bruno Marziano e l’Assessore regionale ai beni culturali e dell’identità siciliana, Carlo Vermiglio.

 

L’Educazione al patrimonio non può essere considerata alla stregua di una materia di insegnamento, ma è definita come una global education che ha come oggetto il patrimonio materiale e immateriale, è per sua natura interdisciplinare e fondata su metodologie attive e partecipative, richiede una forte sinergia tra il territorio e le sue agenzie educative; coinvolge sia gli operatori del sistema formativo formale (scuola, università) sia coloro che operano negli ambiti dell’apprendimento informale con particolare riferimento a quello del patrimonio culturale. Si ribadisce il concetto che l’obiettivo dell’educazione al patrimonio non è la mera trasmissione di contenuti, quanto la concreta possibilità di contribuire a migliorare culturalmente e socialmente la vita di ciascun individuo.

Kit Press Office del Workshop.

Fonte delle informazioni: circolare n. 87 “Piano nazionale per l’educazione al patrimonio culturale 2015” della Direzione Generale Educazione e Ricerca del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo


Articolo a cura di Giusi Meli, Ufficio Comunicazione e Attività Istituzionali IBAM CNR

 

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