Gis: Principi, Fondamenta e Ruolo

gisI Geographic Information Systems sono strumenti evoluti per l’archiviazione, la gestione e l’analisi di dati spaziali di natura eterogenea; servono per creare un modello rappresentativo della realtà di un territorio e gestiscono tre diverse tipologie di informazioni: quelle di tipo geometrico, utili a rappresentare cartograficamente gli oggetti e a descriverne la forma, la dimensione e la posizione assoluta nello spazio; le informazioni topologiche, che esprimono le relazioni presenti fra questi oggetti e, infine, le informazioni descrittive, più note come metadati, che associano a ciascun oggetto tutti i descrittori utili a distinguerlo all’interno di un contesto territoriale.

Si tratta, in realtà, di vere e proprie architetture software composte da diversi strumenti, ognuno dei quali svolge una funzione precisa: alcuni gestiscono le cartografie in formato raster, altri gestiscono dati vettoriali, altri ancora eseguono connessioni esterne verso ulteriori software, come nel caso del recupero dei dati geospaziali da server database o server WMS.

Considerato lo stretto rapporto che esiste fra l’archeologia e il territorio è evidente come, soprattutto negli ultimi decenni, questi strumenti siano diventati particolarmente utili per chi opera in questo settore: infatti, la loro capacità di fornire un modello matematico della realtà localizzando nello spazio le singole evidenze archeologiche, rende i sistemi GIS particolarmente utili sia a chi deve lavorare in un contesto territoriale molto ampio, come ad esempio il topografo che fa ricognizione, sia a chi si occupa di contesti molto più particolari, come è il caso dell’archeologo che esegue indagini stratigrafiche.

Il CNR IBAM, già da un decennio, si è dotato di tutti gli strumenti utili a sfruttare al meglio queste tecnologie per le finalità della gestione, della fruizione a distanza e della valorizzazione del Patrimonio Archeologico e Monumentale italiano e straniero. Le esperienze maturate negli anni vanno dalle carte archeologiche digitali alla strutturazione di complessi sistemi GIS, anche orientati al web.

Nell’ambito delle attività del progetto DICET, l’IBAM sta anche sperimentando la possibilità di creare ambienti di lavoro condivisi attraverso l’uso dei moderni cloud: tale tecnologia, infatti, consentirà un ulteriore potenziamento delle funzionalità del GIS attraverso una gestione semplificata dei dati che confluiscono in esso, ma soprattutto attraverso la possibilità di archiviare nello stesso spazio di lavoro anche i documenti da cui tali dati sono stati estratti, unitamente a tutte le informazioni che vengono prodotte nelle diverse fasi dello scavo o della ricognizione archeologica, garantendo un data sharing in tempo reale con gli altri componenti del team di ricerca.

Il GIS, insomma, si configura come uno strumento fondamentale per l’archeologo: consente di indicizzare informazioni eterogenee all’interno di archivi digitali organizzati in base a criteri che possono essere definiti dall’utente e, allo stesso tempo, consente di ritrovare quegli stessi dati in maniera rapida e efficace, collegandoli univocamente alla loro posizione assoluta nello spazio reale. Supporta la parte euristica del processo di indagine archeologica e, al tempo stesso, supporta la gestione del dato scientifico acquisito.

Uno strumento fondamentale per la conoscenza del terriorio, dunque, di cui vedremo più avanti alcune applicazioni specifiche in contesti urbani e territoriali.

 

A cura di G. Di Giacomo – Assegnista di ricerca presso la Sede IBAM CNR di Lecce

Un Commento:

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