L’IBAM presenta il volume “Contributo alla Carta Archeologica di Alezio”

Giovedì 12 ottobre, nell’ambito della 19a edizione di “Identità Salentina. Festival per la cultura del territorio” promossa da Italia Nostra Sud Salento, presso il Palazzo Comunale di Alezio dopo la tavola rotonda dal titolo “Le aree archeologiche: risorsa primaria del Salento” a cui prenderà parte Francesco Gabellone, responsabile scientifico dell’ITLab dell’IBAM CNR di Lecce, verrà presentato il volume “Contributo alla Carta Archeologica di Alezio”. Autori del libro sono Ivan Ferrari, 3D specialist e dottorato in Topografia antica della sede secondaria dell’IBAM CNR di Lecce e Giuseppe Scardozzi ricercatore e responsabile della sede IBAM CNR salentina.


Cresce il numero dei prodotti della ricerca che rientrano all’interno della collana Monografie dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del Consiglio Nazionale delle Ricerche. “Il volume costituisce il decimo contributo tangibile della ricerca scientifica condotta dall’IBAM CNR e rappresenta – afferma il direttore dell’IBAM CNR, Daniele Malfitana – uno dei risultati delle brillanti attività di ricerca svolte dall’Istituto nelle tematiche connesse in generale alla Topografia antica e, nello specifico, alla Cartografia archeologica su cui, consolidati gruppi di ricerca interni all’Istituto operano ormai da lungo tempo”.

Il lavoro è interamente dedicato allo studio dell’abitato messapico e romano di Alezio e alle sue trasformazioni in epoca medievale e moderna. L’Aletion delle fonti greche e l’Aletium di quelle latine costituiva un importante centro antico del Salento meridionale, toccato dalle principali strade che collegavano in senso nord-sud le varie città della penisola, oltre che dai percorsi che mettevano in comunicazione il vicino golfo di Gallipoli e la costa ionica con quella adriatica; nonostante ciò, si conosce ancora molto poco della struttura dell’insediamento antico, su cui insiste la moderna città di Alezio. Le recenti ricerche, confluite in questo volume, hanno permesso la realizzazione di una cartografia archeologica in cui sono localizzate e documentate tutte le evidenze antiche di Alezio e le scoperte di tombe, iscrizioni e strutture murarie avvenute a partire dalla metà del Settecento a seguito della progressiva espansione dell’abitato che allora si chiamava ancora Villa Picciotti.

“Questa cartografia archeologica – conclude Malfitana – costituisce un’imprescindibile base conoscitiva per lo studio e per la ricostruzione dell’organizzazione e dello sviluppo diacronico dell’abitato antico e delle sue necropoli, ma può costituire anche un fondamentale strumento su cui impostare future politiche di gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico di Alezio”.

Catania, 11/10/2017


Fonte: Comunicato Stampa IBAM CNR

 

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