Regione Sicilia: Ibam pronto ad investire su 18 giovani ricercatori

Regione Sicilia: Ibam pronto ad investire su 18 giovani ricercatori grazie ai finanziamenti europei ottenuti per due progetti di alta formazione e ricerca.


Finanziati con quasi un milione di euro due progetti dell’Ibam Cnr, nell’ambito della seconda edizione dell’avviso “Rafforzare l’occupabilità nel sistema della R&S e la nascita di Spin off di ricerca in Sicilia – Avviso 11/2017” del Programma Operativo Fondo Sociale Europeo (FSE Sicilia 2020), che prevedono percorsi multidisciplinari di alta formazione per giovani ricercatori siciliani.

Con l’obiettivo generale di favorire l’orientamento lavorativo dei giovani verso il sistema della ricerca e dell’innovazione e verso la creazione di imprese, sono stati finanziati, grazie al programma operativo Fondo Sociale Europeo Sicilia 2020, due progetti di alta formazione e ricerca applicati al patrimonio culturale: “SPIDEr – Strategies for Planning and Integrated DEvelopment of Urban Cultural Contexts”, coordinato scientificamente dall’Ibam Cnr di Catania e “AgriCultura – distretto Agri-Culturale”, coordinato dal Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Centro di ricerca difesa e certificazione (Crea – Dc) con il supporto scientifico e tecnologico dell’Unità di Ricerca dell’Ibam Cnr di Santa Flavia (Pa).

I progetti, finanziati con quasi un milione di euro, prevedono percorsi multidisciplinari di alta specializzazione per ben 18 giovani ricercatori siciliani e mirano a fornire le competenze chiave per la costituzione di spin-off/start-up, capaci di operare nel settore dinamico della conoscenza, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale.

Il progetto “SPIDEr” presenta un programma di formazione integrato su tematiche attinenti l’innovazione tecnologica, le nuove strategie del Building Information Modelling (Bim) applicate al patrimonio culturale, con un focus dedicato anche al trasferimento tecnologico e alla strategia di impresa.

Il progetto “AgriCultura” ha lo scopo, invece, di migliorate la qualità dell’offerta territoriale integrata tra valorizzazione dei beni culturali, dinamiche del turismo e promozione di processi di gestione innovativi delle risorse naturali attraverso anche la costituzione di nuove filiere produttive di interesse nutraceutico e salutistico.

Grazie alla rete di collaborazioni instaurate negli anni dall’Ibam con istituzioni, aziende, enti, che operano sul territorio, i programmi di formazione e specializzazione prevedono percorsi di tutoraggio, coaching, learning on the job, project work. Inoltre, seguendo i nuovi processi formativi basati sul concetto di knowledge creation, l’Ibam prevede una formazione organizzata attraverso un sistema result oriented capace di trasmettere l’importanza del senso di autonomia, flessibilità e integrazione al comportamento organizzativo dei giovani futuri borsisti verso la “creazione di valore” imprenditoriale.

Sono molto contento per il risultato ottenuto – dichiara Daniele Malfitana, direttore dell’Ibam – per un duplice motivo. Uno dei due progetti finanziati, SPIDEr, dalla graduatoria finale è risultato primo nella valutazione scientifica, segno del ruolo d’eccellenza dell’Istituto. E poi, perché l’Ibam investirà da qui ai prossimi due anni su ben 18 giovani ricercatori under 40 i quali avranno la possibilità di affiancarsi a ricercatori e tecnologi esperti dell’Istituto, entrare nei laboratori, per specializzarsi in un settore decisamente strategico per la Sicilia.

L’Ibam ha lavorato molto in questi anni nelle sue sedi di Catania, Lecce e Potenza e nelle due Unità di ricerca di Cosenza e Palermo per costruire uno spazio ideale dove poter aggregare menti brillanti capaci di districarsi tra scienze storiche, tecnologie, innovazione e imprese. E’ questa la sfida che oggi la ricerca storico-archeologica deve affrontare per far fronte non solo al ruolo pubblico e alla funzione sociale che ad essa, con sempre maggiore forza, viene attribuita, ma anche per sviluppare competenze e ruoli capaci di generare e sfruttare nuove opportunità di crescita economica. Questa è una delle sfide future che un’archeologia che voglia definirsi ‘globale’ deve affrontare. E lungo questa linea, siamo pronti, – conclude Malfitana – ad aprire le porte a nuove forze, illustrare il nostro modello operativo rivelatosi vincente, le nostre strategie di crescita e di espansione per dare sempre più successo e concretezza alla nostra disciplina in Sicilia e nel Paese nel suo complesso.


La precedente edizione del Bando (Avviso 1/2012), lanciato nel 2014, ha visto la partecipazione di 8 giovani borsisti, tutti siciliani, che hanno avuto l’opportunità di svolgere un periodo di 11 mesi di formazione e attività sul campo all’interno della sede catanese dell’Istituto e che oggi sono strutturati nell’Istituto catanese pronti a condividere la propria esperienza e formare le nuove leve che arriveranno nei prossimi mesi.


 

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