Daniele Malfitana nominato dal Ministro Bonisoli membro esperto del Comitato tecnico-scientifico per l’archeologia del MiBAC

Il Ministro per i Beni culturali e ambientali (MiBAC), Alberto Bonisoli, ha nominato nei giorni scorsi, con proprio decreto, il direttore dell’Istituto per i beni archeologici e monumentali (Ibam) del Cnr di Catania, Daniele Malfitana, membro esperto del Comitato tecnico-scientifico per l’archeologia del MiBAC, per il triennio 2018-2021.

I comitati tecnico-scientifici del Ministero sono organi consultivi del Ministero ed esprimono pareri su materie che hanno a che fare, nel caso specifico del Comitato di settore per l’archeologia, con la ricerca archeologica che si svolge in Italia oltre ad avanzare proposte di orientamento nell’ambito della pianificazione e della programmazione di azioni per il mondo dei beni culturali in generale.

La nomina del direttore dell’Ibam Daniele Malfitana è un risultato importante che riconosce e premia il lavoro svolto nell’ambito della programmazione e della gestione della ricerca sulle scienze del patrimonio culturale maturate all’interno del Cnr, il più grande ente di ricerca italiano, in particolare con la direzione dell’Istituto Ibam di Catania, Lecce e Potenza nel quale le attività multidisciplinari di ricerca portate avanti da un team di oltre cento persone hanno fortemente segnato, in questi anni, lo sviluppo della ricerca archeologica in Italia e all’estero, in filoni che abbracciano la conoscenza, la conservazione e la comunicazione del patrimonio culturale.

Sono molto contento e, devo confessare, anche onorato della nomina nel Comitato tecnico-scientifico per l’archeologia”, dichiara Daniele Malfitana, “perché, in questa maniera, avremo anche la possibilità di portare dentro il MiBAC, con cui si è sempre collaborato in questi anni, le esperienze e gli impegni che hanno contraddistinto, anche dal punto di vista gestionale, l’attività svolta dentro gli Istituti di ricerca del Cnr e che potranno tornare utili quando ci sarà da esaminare casi specifici nel sistema dei beni culturali del Paese.

Mi sembra che la designazione possa essere anche letta come un segnale del riconoscimento della validità scientifica e della tradizione di studi che contraddistingue da lungo tempo la ricerca archeologica che si svolge nel contesto universitario e degli enti di ricerca siciliani e catanesi in particolare. Esperienze assai positive che hanno visto docenti dell’Ateneo siciliano guidare negli anni passati la macchina politica dei beni culturali nell’isola, dimostrano che il contesto in cui operiamo è assai vivace e può dare, quindi, un contributo significativo al dibattito e al tema della cultura più in generale.

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