Il patrimonio culturale al centro delle scelte di governo

Il patrimonio culturale torna ad essere al centro delle scelte del governo italiano e la conferma arriva ancora una volta dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, che in data 23 dicembre 2014 ha firmato il decreto musei.


Le nuove direttive ministeriali prevedono una nuova organizzazione e nuove regole per il buon andamento del sistema museale statale, che prevede oggi: 20 musei autonomi e una rete di 17 poli regionali che avranno il compito specifico di favorire il dialogo continuo fra le diverse realtà museali pubbliche e private del territorio dando così un’offerta integrata al pubblico.

Nei musei dotati di autonomia speciale la direzione verrà affidata tramite un bando internazionale. I nuovi direttori saranno ricercati tra i massimi esperti in materia di gestione museale e saranno soggetti a procedure molto rigide di selezione; verrà data loro la possibilità di elaborare progetti di valorizzazione utili all’immediata messa a gara dei servizi aggiuntivi in tutti i musei statali.

Si avvia così una riforma che punta a rafforzare le politiche di tutela e di valorizzazione del patrimonio italiano dando maggiore autonomia ai musei finora limitati nelle loro potenzialità. Viene finalmente riconosciuto il museo, fino ad oggi semplice ufficio della Soprintendenza, come istituto dotato di autonomia tecnico-scientifica che svolge funzioni di tutela e valorizzazione delle raccolte assicurandone e promuovendone la pubblica fruizione.

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