Il vino degli antichi romani dalle pendici dell’Etna alla Sorbona di Parigi

Conferenza internazionale ‘Multidisciplinary Symposium on Ancient Wines’


Ancora buone notizie dai borsisti dell’Ibam Cnr coinvolti all’interno di SPIDEr – Strategies for Planning and Integrated DEvelopment of Urban Cultural Contexts’, il progetto di alta formazione finanziato dalla regione Sicilia, nell’ambito del Programma operativo ‘Fondo sociale europeo” (Fse Sicilia 2020) in risposta all’avviso “Rafforzare l’occupabilità nel sistema della R&S e la nascita di Spin off di ricerca in Sicilia”.

Lo scorso 24 maggio, il borsista dell’Ibam Mario Indelicato, impegnato all’interno del progetto SPIDEr, con l’obiettivo di svolgere attività di ricerca mirata alla ricostruzione dei processi culturali ed economico-produttivi di comunità urbane del mondo antico e finalizzate alla creazione di strumenti decisionali per la tutela, la conservazione, la valorizzazione e la pianificazione urbana, è stato invitato presso l’Università Sorbona di Parigi alla Conferenza internazionale dal titolo Multidisciplinary Symposium on Ancient Wines, organizzata nell’ambito del progetto europeo Egywine, finanziato dalla Commissione europea attraverso le azioni Marie Slodowka-Curie Action (MSCA-IF-2015-EF).

Il progetto Egywine, coordinato dall’Università Sorbona di Parigi e seguito dalla ricercatrice spagnola Maria Rosa Guasch-Jané ‘project director’ di Egywine, ha l’obiettivo di raccogliere le testimonianze, non solo archeologiche, di una delle culture del vino più antiche al mondo mai investigate prima, quella egiziana, al fine di ricostruire l’intero processo di coltivazione dell’uva e di produzione di vino in Egitto correlando varie discipline scientifiche come l’archeologia, la paleogenomica, la storia e la semantica.

In tale prospettiva, alla conferenza internazionale sono intervenuti specialisti del settore con diverse competenze multidisciplinari per discutere sulle testimonianze archeologiche del vino antico (iconografia, testi, ceramiche e resti organici); sull’antica cultura del vino (usi religiosi, produzione, trasporto e consumo, ecc.) e sulle nuove tecnologie e metodi analitici applicati allo studio di vini antichi provando a coprire un arco spazio-temporale che coinvolge non solo l’antico Egitto ma anche tutta l’area del Mar Mediterraneo.

In questo contesto scientifico multidisciplinare che ha visto la partecipazione di agronomi, biologi, genetisti, archeologi e produttori vinicoli, si è inserito l’intervento di Mario Indelicato dal titolo La vigna di Columella: un esperimento archeologico, al fine di presentare le attività di ricerca svolte nel campo della viticoltura e dell’enologia degli antichi romani. Una ricerca di archeologica sperimentale, condotta in collaborazione con l’Ibam Cnr e la cattedra di Metodologie, cultura materiale e produzioni artigianali nel mondo classico dell’Università di Catania, grazie alla quale è stata ‘ricostruita’ una piccola vigna romana alle pendici dell’Etna ed effettuata una prima ‘vendemmia romana’, seguendo fedelmente le istruzioni contenute nelle antiche fonti romane (I sec. a.C. e IV d.C.) ed in particolare quelle tramandateci da Columella, Virgilio e Palladio.

Un incontro internazionale a cui ho avuto l’onore di partecipare – afferma il borsista Indelicato – per parlare dell’attuale ricerca sperimentale svolta in campo archeologico in questo settore. Ancora più onorato di dover rappresentare il nostro Paese in quanto unico italiano invitato al simposio. Riporto con me certamente un bagaglio arricchito di nuove esperienze e di nuovi contatti con il mondo della ricerca internazionale portata avanti da enti di ricerca di caratura mondiale. Importante soprattutto – continua Indelicato – il confronto diretto con esperti di altri settori che utilizzano approcci differenti a tematiche uguali per giungere a risultati complementari. Un’esperienza che adesso voglio condividere con il team del progetto di alta formazione SPIDEr.


Uscire dai laboratori, dalle biblioteche e dai propri spazi di lavoro per condividere, confrontarsi e aggiornarsi in un contesto di ampio respiro internazionale – dichiara Daniele Malfitana, direttore dell’Ibam Cnr – è essenziale al fine di apportare un valore aggiunto alle proprie ricerche, ai metodi e alle tecnologie utilizzate, innescando quel processo di ‘progresso delle conoscenze’ da poter trasferire al team di lavoro, in particolare, nell’ambito della ricostruzione dei processi culturali ed economico-produttivi di comunità del mondo antico. Ambito, quest’ultimo, affidato alle competenze del borsista Indelicato, fondamentale all’interno del progetto SPIDEr, al fine di poter creare strumenti decisionali per la tutela, la conservazione, la valorizzazione e la pianificazione urbana.

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