Scoperte evidenze archeologiche nella Cappella dell’ex Ospedale di Lecce

A Lecce la recente scoperta di evidenze archeologiche nella Cappella dell’ex Ospedale Spirito Santo confermano i risultati delle indagini geofisiche condotte dall’IBAM CNR.


I recenti scavi effettuati all’interno della Cappella dell’ex Ospedale Spirito Santo di Lecce, hanno riportato alla luce importantissimi reperti archeologici che confermano i risultati ottenuti, già nel 2011, dalla campagna di rilievi geofisici condotta da Giovanni Leucci e Raffaele Persico, responsabili scientifici del Laboratorio di Geofisica per l’Archeologia ed i Beni Monumentali dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

georadar Leucci Spirito Santo

Grazie ai recenti scavi effettuati all’interno della Cappella dell’ex Ospedale Spirito Santo di Lecce, in occasione dei lavori di restauro per la nuova sede della Soprintendenza di Lecce, Brindisi e Taranto, sono stati riportati alla luce importantissimi reperti archeologici che confermano i risultati ottenuti, già nel 2011, dalla campagna di rilievi geofisici condotta dall’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Le indagini geofisiche, avviate nell’ambito del progetto di ricerca AITECH (Applied Innovation Technologies for Diagnosis and Conservation of Built Heritage), finanziato dalla Regione Puglia e di cui è stata responsabile scientifico Angela Calia, sono state coordinate da Giovanni Leucci e Raffaele Persico, responsabili del Laboratorio di Geofisica per l’Archeologia ed i Beni Monumentali dell’IBAM CNR della sede di Lecce. Attraverso l’utilizzo del “georadar” è stato possibile, infatti, individuare la presenza di una serie di strutture poste al di sotto della pavimentazione della Cappella interpretate come sepolture.

Si tratta di una superficie di circa 150 metri quadri in cui i vani ipogei scavati risultano comunicanti.

santospirito_lecce“La lunga esperienza maturata nel campo della geofisica applicata all’archeologia dall’Istituto – afferma Daniele Malfitana, Direttore dell’IBAM CNR – grazie anche alla strumentazione all’avanguardia posseduta, contribuisce a migliorare ed ampliare la lettura, la conoscenza e la ricostruzione diacronica di siti e paesaggi archeologici ormai sepolti.”


Fonte: Comunicato Stampa IBAM CNR

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