Nuovo ciclo di attività di alternanza scuola-lavoro promosso dall’IBAM CNR

Prende il via un nuovo ciclo di attività promosso dall’Istituto per i beni archeologici e monumentali nell’ambito dell’Alternanza scuola-lavoro, l’iniziativa Miur inserita nell’offerta formativa di tutti gli indirizzi di studio delle scuole secondarie di secondo grado. La sede lucana dell’Ibam ha da poco avviato un percorso che vede coinvolti circa 60 studenti del Liceo scientifico dell’Istituto di istruzione superiore Giustino Fortunato di Rionero in Vulture (PZ). A Catania, l’Istituto del Cnr ospita 24 studenti dell’Istituto di istruzione superiore Ramacca-Palagonia.


L’intesa, da poco rinnovata, tra Cnr e Miur sull’alternanza scuola-lavoro, delinea l’importanza che entrambe le istituzioni riconoscono a questa metodologia didattica innovativa volta a promuovere l’integrazione tra mondo della scuola e mondo del lavoro al fine di scoprire il valore della ricerca scientifica e dell’impatto che essa ha sulla nostra società e consentire agli studenti di acquisire maggiore consapevolezza per le scelte future.

L’Ufficio comunicazione informazione e urp del Cnr (sede di Genova) ha raccolto le attività di alternanza scuola-lavoro svolta in tutta Italia dagli Istituti del Cnr nel periodo 2014/2017: un coinvolgimento di quasi 10.000 studenti impegnati in 433 percorsi di alternanza promossi da 62 Istituti di ricerca dell’Ente in 108 sedi territoriali.

Quest’anno, l’Ibam dà il via ad un nuovo ciclo di attività di alternanza scuola-lavoro consolidando le collaborazioni con le istituzioni scolastiche presenti nelle regioni in cui ha sede l’Istituto (Sicilia, Puglia e Basilicata).

In dettaglio, nella sede lucana di Tito Scalo, l’Ibam lo scorso 15 febbraio ha ufficialmente avviato le attività del progetto “Metodi, strumenti, tecniche e tecnologie per la conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale” promosso in convenzione con il Liceo Scientifico dell’Istituto di Istruzione Superiore Giustino Fortunato di Rionero in Vulture (Pz).

Il progetto coinvolge circa sessanta studenti e avrà la durata complessiva di ottanta ore nel biennio 2017/2019. Il progetto, in linea con gli obiettivi generali dell’Anno europeo del patrimonio culturale, mira a far acquisire agli studenti strumenti tecnici e metodologici per un consapevole approccio alla conoscenza, salvaguardia, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale, con particolare attenzione all’Information and communication technology (Ict).

Nella sede di Catania, ventiquattro studenti dell’Istituto di istruzione superiore Ramacca-Palagonia (Ct) sono impegnati, durante tutto l’anno scolastico, nell’ambito del progetto dal titolo “Alla scoperta dell’archeologia”. Un percorso di formazione di quaranta ore pensato per introdurre gli studenti al mondo della ricerca archeologica (dalla numismatica, all’archeologia subacquea, all’individuazione di reperti falsi, ai culti di Catania e alle tecniche di realizzazione di terrecotte in età greca, alla digitalizzazione dei beni culturali tramite l’uso di tecnologie all’avanguardia) e approfondire le tematiche legate alla sicurezza in rete per una corretta e sicura divulgazione online delle informazioni.

I percorsi ideati dall’Ibam in collaborazione con gli Istituti scolastici, intendono trasmettere alle generazioni più giovani il fine della ricerca scientifica, attraverso la preziosa esperienza diretta degli specialisti che all’interno delle diverse sedi dell’Istituto si occupano da anni di ricerca sul patrimonio culturale. Che lavoro svolge un ricercatore, come utilizza le più innovative tecnologie applicate ai beni culturali, quali figure professionali sono indispensabili per svolgere ricerca archeologica oggi. Sono alcuni dei quesiti da cui prendono forma le iniziative per la scuola promosse dell’Ibam. Iniziative che hanno l’obiettivo primario di guidare gli studenti ad una maggiore consapevolezza del valore del patrimonio culturale che li circonda e stimolare in loro abilità e attitudini in grado di orientarli nelle scelte dei futuri percorsi di studio.

 

Daniele Malfitana, direttore dell’Ibam Cnr

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