L’Ibam Cnr alla preview del nuovo Museo Egizio di Torino

Alla vigilia dell’apertura del Museo Egizio di Torino, domani 31 marzo, si incontreranno gli egittologi della comunità scientifica mondiale.

Prenderanno parte alla conferenza stampa prevista in occasione di questa preview, il direttore Daniele Malfitana dell’IBAM CNR, designato come referente della convenzione siglata fra CNR e Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino in data 19 novembre 2014, ed il presidente del CNR Luigi Nicolais.


 

museo egizio di torino

Gli obiettivi della convenzione mirano alla costituzione di un team di ricerca del CNR, finalizzato allo studio delle Collezioni del Museo Egizio di Torino. A tal fine sono state impiegate tecnologie di restituzione tridimensionale, ricostruzione e computer animation, che permetteranno di accelerare e potenziare le capacità cognitive del visitatore, diventando mezzo capace di generare efficacemente processi ‘virtuosi’ di apprendimento, basati su metafore del mondo reale, perciò facili da comprendere.

Il lavoro è stato svolto dal team del laboratorio di Information Technologies (ITlab IBAM) di Lecce, il cui responsabile scientifico è Francesco Gabellone, ricercatore dell’IBAM CNR.

Le nuove forme di comunicazione museale, basate sulla narrazione dinamica e l’informazione multimodale, hanno fortemente modificato le logiche espositive e le modalità stesse di fruizione dei contenuti culturali da parte del pubblico. Al tempo stesso l’impulso delle nuove tecnologie ha imposto prepotentemente nuove forme ibride di comunicazione. Da recenti studi risulta, infatti, evidente che tutti quei musei che hanno caratterizzato la propria offerta culturale attraverso le tecnologie digitali e la partecipazione attiva del pubblico, hanno ottenuto i maggiori successi in termini di affluenza e, con molta probabilità, una maggiore comprensione delle informazioni culturali comunicate.

Sono stati realizzati tre filmati su base 3D, che ricostruiscono importanti contesti: la tomba della regina Nefertari, la cappella di Maia e la tomba di Kha, scoperta dall’italiano Ernesto Schiapparelli nel 1906.museo egizio di torino

Grazie a questi filmati autoesplicativi il visitatore potrà comprendere le relazioni tra diversi oggetti, alcuni non visibili direttamente, come la mummia di Kha e della sua consorte Merit, ricostruire idealmente le tombe nel loro contesto originale, ma soprattutto potrà visitare, grazie alle tecniche di archeologia virtuale, le tombe così come apparivano al momento della scoperta. La tecnologia, in questo caso, permette di rievocare con un approccio filologico le suggestioni del passato e al tempo stesso informare il visitatore seguendo un approccio moderno ed efficace. Così per il nuovo Museo Egizio di Torino l’aspetto comunicativo diviene di fatto una componente importante del processo di musealizzazione, che grazie al modo nuovo di concepire la comunicazione culturale, lo pone sul solco delle nuove dinamiche di comunicazione sociale.

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