Pompei Sustainable Preservation Project: le attività dell’IBAM

Pompei e la necropoli di Porta Nocera

La città di Pompei, fondata fra la fine del VII e la prima metà del VI sec. a. C. per il controllo della valle del Sarno in Campania, fu in origine una città “mista” con elementi oschi frammisti a greci, a Etruschi e poi a Sanniti. Il controllo romano, iniziato sullo scorcio del IV sec. a. C., avviò un processo di omologazione della città agli usi e ai costumi dei dominatori che fece assumere, ben presto, a Pompei tutti gli elementi peculiari di una fiorente cittadina romana.

L’eruzione del 79 d. C., seppellendo sotto una spessa coltre di ceneri vulcaniche la città, ha conservato un contesto archeologico unico al mondo, offrendo una straordinaria riserva di dati per la ricostruzione della vita di una colonia romana del I sec. d. C., nella sua interezza e complessità.

Pompeii Sustainable Preservation Project 01La Necropoli di Porta Nocera è una delle sei aree sepolcrali che le ricerche archeologiche nel corso di questi ultimi due secoli hanno riportato alla luce e che, quasi in un continuum, cingevano in antico la città. Posta all’esterno dell’omonima porta urbica, nell’immediato suburbio sud-orientale della città antica, la necropoli, che presenta resti monumentali riferibili ad oltre cinquanta tombe sia ad edicola sia ad esedra, fu scavata fra il 1954 ed il 1956 da Amedeo Mauri, ma fu pubblicata solo un trentennio dopo da Antonio D’Ambrosio e Stefano De Caro. Dopo alcuni interventi di restauro condotti nel corso degli anni Ottanta, l’area è ora oggetto di recenti indagini archeologiche ad opera di un’èquipe di studiosi francesi, diretta da William Van Andringa.

Il Pompei Sustainable Preservation Project

Le attività dell’IBAM nell’area della necropoli di Porta Nocera hanno avuto inizio nel mese di settembre del 2014 grazie alla firma di un Memorandum of Understanding siglato tra l’IBAM e gli altri attori coinvolti bel progetto.Pompeii Sustainable Preservation Project 02

Il Pompeii Sustainable Preservation Project (PSPP) è un progetto di ricerca internazionale interamente basato sul fundraising e sul finanziamento diretto da parte di investitori privati che, grazie a un programma decennale di attività e ad un investimento di 10 milioni di euro, mira alla ricerca, sperimentazione e formazione di nuove metodologie e tecnologie d’indagine nell’ambito della conservazione e del restauro dei monumenti antichi.

Il PSPP è coordinato dal Fraunhofer-Institut per la fisica delle costruzioni e dall’Istituto di restauro della Technische Universität di Monaco di Baviera (Tum), con la collaborazione della Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia e dell’International Center for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property (Iccrom), e può contare sulla partecipazione, oltre dell’IBAM CNR, anche della School of Geography and Environment dell’Università di Oxford, del Dipartimento di storia antica dell’Historicum della Ludwig-Maximilians-Universität München (Lmu München), del Deutsches Archäologisches Institut (Dai) di Roma e dell’Università di Pisa.

Pompeii Sustainable Preservation Project 03Le attività di ricerca dell’IBAM

Il contributo dell’IBAM al progetto durante la prima campagna, conclusasi alla fine del 2014, si è concentrato su due differenti ambiti d’indagine. Il Laboratorio di Geofisica per l’Archeologia ed il Patrimonio culturale della sede di Lecce ha condotto delle campagne di prospezione geofisica, tramite georadar e geoelettrica in tre differenti settori della necropoli, non interessati da precedenti indagini di scavo. E’ stato possibile in tal modo acquisire importanti informazioni relative alla presenza ed alla conformazione di strutture funerarie ancora sepolte, permettendo al contempo di rintracciare un prolungamento della via extraurbana che dall’omonima porta urbica, dopo aver attraversato la necropoli, conduceva verso la città di Nocera. Le indagini geofisiche hanno inoltre permesso di acquisire importanti informazioni sullo stato di conservazione delle fondazioni degli edifici funerari e sulle condizioni del sottosuolo, verificando fenomeni di erosione in atto per dilavamento dei terreni vulcanici che, causati dalla mancata irregimentazione delle acque meteoriche, sono una delle principali cause di degrado dei monumenti. Tali informazioni si rivelano pertanto di grande utilità per la pianificazione delle successive attività di restauro e conservazione dell’area.

Pompeii Sustainable Preservation Project 04Il Laboratorio di Archeologia Immersiva e Multimedia dell’IBAM CNR di Catania (LAIM), con il coinvolgimento sul campo di esperti di diverse discipline (archeologi, topografi, informatici, fotografi, esperti in computer grafica e modellazione 3D) e con l’impiego di strumentazioni all’avanguardia, ha realizzato un Modello digitale della necropoli di Porta Nocera, la quale è ora fedelmente riprodotta in uno spazio tridimensionale, con la precisa resa dei volumi interni ed esterni di ciascuno edificio funerario e degli eventuali oggetti mobili in esso presenti, mantenendo sempre un altissimo livello di definizione di piani e superfici. Il Modello digitale realizzato dal LAIM, pur avendo Pompeii Sustainable Preservation Project 05notevoli ricadute in termini di fruizione e valorizzazione, si pone in una prospettiva nettamente differente da quanto finora realizzato in simili esperienze di riproduzione grafica 3D di monumenti o di contesti archeologici. Esso infatti non mira alla “reintegrazione” ed alla “ricostruzione” digitale dello stato originario di un monumento e del suo contesto, ma alla riproduzione realistica e scientifica, senza concessioni ad ipotesi ricostruttive, dello stato presente.

Il Modello digitale della necropoli di Porta Nocera intende in tal modo porsi come un innovativo strumento di studio e documentazione a disposizione di tutti i gruppi di ricerca impegnati nel PSPP. In esso sarà possibile, tramite un’interfaccia appositamente strutturata, archiviare, recuperare, analizzare, direttamente all’interno di uno spazio fisico fedelmente riprodotto, informazioni relative alle condizioni strutturali di ogni singolo monumento, al livello di degrado dei materiali e alle superfici di rivestimento, monitorandone l’evoluzione in tempo reale. A ciò si aggiunge la possibilità di simulare gli effetti, adottando le opportune correzioni, di tutti gli interventi di restauro futuri che a qualsiasi scala e di qualsivoglia natura interesseranno l’area oggetto di studio, dall’intervento sulla singola superficie pittorica, al sistema di copertura di un edificio.

Pompeii Sustainable Preservation Project 06

La realizzazione del Modello digitale della Necropoli di Porta Nocera, ha impegnato per diversi mesi, direttamente sul campo ed in laboratorio, l’intero gruppo del LAIM ed ha richiesto diverse campagne di rilievo fotogrammetrico con voli a bassa quota, tramite droni, dell’intera area oggetto d’indagine, a cui si sono aggiunte campagne di coperture fotogrammetriche a terra di ogni singola evidenza, eseguite con differenti metodologie e tecniche di registrazione. Quest’attività ha permesso di acquisire il materiale su cui basare le successive attività di modellazione 3D eseguite in laboratorio. L’enorme mole di dati raccolti, rappresentata soprattutto da riprese fotografiche, ha posto rilevanti problemi di conservazione dei file e dei relativi metadati, che è stata affrontata e risolta con la realizzazione di appositi applicativi capaci di archiviare, gestire e reperire l’intero set di informazioni necessarie.

Sviluppi futuri

La ripresa delle attività sul campo vedrà l’IBAM impegnato ancora su diversi fronti. Una campagna di rilievo, con l’impiego di laser scanner, dell’intera area della necropoli di Porta Nocera e dei monumenti funerari in essa presenti, sarà realizzata con lo scopo di aumentare il dettaglio raggiunto dall’attuale modello digitale, in modo da ottenere un livello di precisione sub-centimetrico nella resa di volumi e superfici, necessario per la gestione di dati e per la conduzione di analisi specifiche, come la mappatura del quadro fessurativo ed il monitoraggio dinamico di tutti i parametri fisici con alto valore diagnostico, rispetto Pompeii Sustainable Preservation Project 07allo stato di conservazione e all’evoluzione di fenomeni degenerativi in atto. In tale ottica il modello digitale della necropoli di Porta Nocera realizzato dall’IBAM diventerà uno strumento all’avanguardia, applicabile in differenti contesti di studio e capace di supportare ogni attività di ricerca sul campo ed in laboratorio, tanto nella fase conoscitiva e sperimentale, quanto in quella della concreta realizzazione degli interventi di restauro, appositamente modellati sulle specifiche caratteriste di ogni singolo oggetto, superficie o monumento.

La precisa volontà di partecipazione dell’IBAM al PSPP costituisce una straordinaria opportunità di formazione per le nuove generazioni interessate all’uso delle moderne tecnologie di conservazione e di restauro archeologico; si realizzerà, da un lato con il coinvolgimento, direttamente sul campo, di studenti, laureandi e dottorandi dell’ateneo catanese e di altri enti di formazione e ricerca, dall’altro con l’organizzazione di summer school e di convegni, che potranno offrire l’occasione per l’incontro, lo scambio e la trasmissione delle conoscenze acquisite, momento essenziale e inderogabile del modo d’intendere, fare e comunicare la ricerca che sta alla base delle attività dell’IBAM.


D. Malfitana, G. Cacciaguerra, G. Leucci, A. Mazzaglia, G. Fragalà, S. Barone, L. De Giorgi, A. Iabichella, D. P. Pavone, S. Russo, Le attività IBAM nel Pompei Sustainable Preservation Project in Scavare documentare conservare,  a cura di Alessandra Caravale, Roma, Edizioni Cnr, 2016 (ISBN 978 88 88080), pp. 290 – 297.


Bibliografia

D’Ambrosio A., De Caro S., Un impegno per Pompei. Fotopiano e documentazione della Necropoli di Porta Nocera, Milano, 1983.

D’Ambrosio A.,  De Caro S., La necropoli di Porta Nocera. Campagna di scavo 1983, in Römische Gräberstraßen: Selbstdarstellung, Status, Standard (Kolloquium in München vom 28. bis 30. Oktober 1985), a cura di Von Hesberg H. – Zanker P., München, 1987, pp. 199-228.

Van Andringa W.,  Duday H., Lepetz S., Joly D., Lind T., Mourir à Pompéi: Fouille d’un quartier funéraire de la nécropole romaine de Porta Nocera (2003-2007), Collection de l’École française de Rome, Roma, 2013.

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