Serious Game: modelli e tecniche innovative per i beni culturali

Scopri, gioca e impara grazie a Trip eMotion, il serious game dedicato ai patrimonio culturale!


Il grande patrimonio culturale, rappresentato da beni di genere differente e oggetto degli studi umanistici, è caratterizzato dalla sua natura principalmente analogica. Grazie all’evolversi dei processi di digitalizzazione sono stati sviluppati nuovi strumenti di cura, conservazione e restauro del patrimonio grazie ai quali le opportunità di accesso alla conoscenza e al patrimonio culturale sono aumentate. Tali tecnologie si presentano oggi come validi strumenti utili alla realizzazione di processi di valorizzare e promozione culturale dal carattere innovativo e di grande impatto sociale poichè perfettamente in linea con l’emergente bisogno di trovare stili e modelli comunicativi accattivanti e maggiormente attrattivi.

12113388_995818977142958_1609431303174689861_oTrip eMotion sarà fruibile all’interno di una piattaforma web/social interattiva all’interno della quale, attraverso la ricostruzione 3D delle attrazioni turistiche, l’utente potrà esplorare il Monastero dei Benedettini di Catania grazie all’avatar che lo rappresenta, apprendendo velocemente le informazioni validate dal rigore scientifico degli studi svolti sul bene e interagendo in tempo reale con gli altri utenti. Sarà inoltre possibile garantire attraverso questo strumento l’accesso virtuale al bene (nel rispetto dei principi di accessibilità e usabilità degli strumenti software web) anche a soggetti portatori di handicap visivi/uditivi, contribuendo inoltre alla creazione di servizi educativi in linea con le moderne esigenze del mondo della scuola. 

Trip eMotion, nato dalla fervida collaborazione tra la giovane startup Red Raion, l’IBAM CNR e l’Università degli Studi di Catania, con il contributo dell’Associazione Officine Culturali (progetto co-finanziato nell’ambito del Programma PonRec 2007-2013), si pone l’obiettivo di creare un sistema di gioco multiplayer che contribuisca alla ricoperta del patrimonio culturale arricchendo ulteriormente l’esperienza tradizionale di visita al monumento attraverso lo sviluppo delle dinamiche tipiche della gamification.

Import del modello tridimensionaleIl team del progetto è costituito da diverse figure professionali competenti nei settori della ricerca archeologica e dello studio del patrimonio culturale quanto in quelli della digitalizzazione, game design, ICT, fotografia immersiva, modellazione 3D e web marketing.

Una delle specificità del progetto di ricerca è infatti relativa al trasferimento di conoscenze nell’ambito delle tecnologie digitali applicate ai beni culturali, ruolo che ha visto in prima linea l’IBAM CNR per la sua pluriannuale esperienza nei campi della digitalizzazione, foto-Wireframe del modello 3D.modellazione e analisi dei dati. Tale attività ha visto in particolare il coinvolgimento di parte dello staff tecnico del laboratorio di Archeologia Immersiva e Multimedia dell’Istituto, nello specifico Samuele Barone, Danilo Pavone e Giovanni Fragalà, professionisti nei settori dello sviluppo di applicazioni informatiche, della digitalizzazione di prodotti culturali, dell’elaborazione 3D e della fotografia archeologica, immersiva e interattiva, ai quali abbiamo posto dei quesiti specifici in merito ai relativi settori di competenza:

Quali conoscenze possono essere definite di primaria importanza per lo sviluppo di un processo di digitalizzazione del patrimonio culturale come quello portato avanti nell’ambito del progetto Trip eMotion? Qual è il punto d’incontro ideale fra il mondo della digitalizzazione con quello dei Serious Game?

Samuele BaroneLa digitalizzazione, cioè la scomposizione di tale materiale analogico in porzioni digitali, codificate dal modello di numerazione binaria basato sulla successione di 0 e 1, si pone non solo come un semplice “passaggio di stato” dei beni a scopo conservativo, ma come un rilancio delle possibilità interpretative del dato stesso, grazie al crescente e costante avanzamento delle tecnologie informatiche. Quindi questo “passaggio di stato”, oltre a preservare la copia originale, salvaguardandola da fenomeni di manipolazione legate alla semplice fruizione o allo studio, garantendo una copia digitale di altissima precisione, ottenuta mediante standard e prassi consolidate, moltiplica esponenzialmente le opportunità connesse al patrimonio culturale.

La replicabilità del dato digitale consente, dunque, di intervenire digitalmente sul bene studiato, senza la preoccupazione di poterne alterare lo stato o addirittura danneggiarlo, aprendo a possibilità di sperimentazione che il dato analogico, per sua natura deperibile, non può fornire.

Affresco dell'aula Santo Mazzarino, (Aula Magna)

Affresco dell’aula Santo Mazzarino, ex Monastero dei Benedettini

Le opportunità di divulgazione scientifica del sapere tratto dallo studio del patrimonio culturale diventano infinite se applicate a nuovi paradigmi di comunicazione, come ad esempio suggeriscono le esperienze del social networking e del gaming.

La sfida in questo caso è molto interessante: rendere appetibili le informazioni legate al patrimonio culturale a un variegato panorama di utenti, sfruttando intelligentemente le capacità del gaming, come appunto nel caso di Trip eMotion, nell’attrarre e focalizzare l’attenzione sulle cose all’interno del loro contesto di riferimento, sfruttando le possibilità di ricreare in ambiente virtuale spazi reali, attraverso l’uso delle migliori tecniche di digitalizzazione, in un continuum che mette il visitatore al centro dell’esperienza.

Restituzione digitale dell'affresco dell'aula Santo Mazzarino, ex Monastero dei Benedettini

Restituzione digitale dell’affresco dell’aula Santo Mazzarino, ex Monastero dei Benedettini

La digitalizzazione gioca un ruolo fondamentale nel processo di costruzione di un mondo virtuale come copia esatta del reale, permettendo al tempo stesso di ampliare e diversificare la visita da parte dell’utente, che tramite il gioco ha la possibilità di approfondire la sua conoscenza del bene rappresentato per gradi, a seconda dei suoi interessi.

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Quali sono i principali criteri sui quali è utile lavorare per realizzare un prodotto di alta qualità sfruttando tutte le potenzialità delle tecniche di ripresa fotografica e di foto-modellazione? Quali i passaggi indispensabili per l’ideazione di una metodologia facilmente replicabile?

Danilo PavoneUn prodotto si può considerare di alta qualità nel momento in cui la presenza dell’errore (mancata qualità o imprecisione del dato) coesiste in esso in minima percentuale.

Il grado di errore viene quindi definito non solo dal margine di precisione fisica ma anche dalle aspettative (carattere emotivo di valutazione) e dalla prospettiva, ossia dal modo in cui pensiamo e interagiamo con il prodotto stesso.
Nella realizzazione di un prodotto multimediale, bidimensionale o tridimensionale, il principale criterio di azione è quello di definire a cosa esso serve. Successivamente, è fondamentale calibrare il flusso di lavoro rimanendo in linea con l’obiettivo iniziale, creando un dataset di acquisizione costituito da un numero adeguato di immagini.

Errore comune è quello di associare la qualità del prodotto ad una maggiore quantità di immagini acquisite oppure di creare un numero di poligoni eccessivo rispetto alle finalità perseguite. Paradossalmente l’eccesso di dati può portare al rallentamento del flusso di lavoro causando errori di calcolo o il blocco del processo di elaborazione.

L’utilizzo di strumentazione adeguata, la scelta di macchine fotografiche professionali e l’ideazione a priori di una strategia di acquisizione ed elaborazione metodica e costante contribuisce alla realizzazione di una metodologia facilmente replicabile. Pertanto, la buona riuscita di tale processo passa anche attraverso la consapevolezza degli obiettivi da raggiungere ed il controllo totale del workflow.

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Quali sono state le difficoltà che avete dovuto superare? Quali i vantaggi di un approccio di tipo fotografico per la resa delle strutture?

Giovanni FragalàL’architettura del complesso monumentale del monastero dei Benedettini si presenta molto ricca e articolata, sia nelle forme che nelle decorazioni.

La vera sfida è stata quella di capire fino a che punto potevamo spingerci con la documentazione al fine di ottenere modelli tridimensionali quanto più vicini alla realtà. Fortunatamente, lo studio preliminare degli ambienti ha messo in evidenza che alcune strutture si ripetevano in “moduli” che potevano essere duplicati e ciò ci ha facilitato in parte la costruzione complessiva del modello.

Esempio di texture colore, 16000x16000

Esempio di texture colore

Il gruppo di lavoro ha posto grande attenzione nel fornire le proprie expertise alla fase di texturizzazione dei modelli. Le texture fotografiche contengono una quantità enorme di informazioni perché oltre al colore conservano luci e ombre presenti nella scena nel momento in cui viene scattata la fotografia, restituendo nel complesso un effetto assai fotorealistico che aumenta nell’osservatore la percezione e comprensione stessa del monumento.

 

In Trip eMotion la necessità di definire un modello scalabile e funzionale alla resa realistica dei contesti ha suggerito l’uso di tecniche di rilievo speditive ma con un alto grado di restituzione nella qualità delle texture. Usufruire di un ambiente virtuale non significa perdere di vista la complessità e la bellezza estetica del suo corrispondente reale, esse, invece, vengono messe in evidenza dalla possibilità di approfondimenti e focus che rivelano informazioni importanti sui luoghi e la loro storia, anche a utenti che vi possono accedere da remoto.

Il serious game sarà presto presentato al grande pubblico.


Intervista a cura di Giusi Meli, Ufficio Comunicazione e Attività Istituzionali IBAM CNR

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