Cooperazione scientifica tra IBAM CNR e The University of South Florida’s CVAST

Avviata una nuova cooperazione scientifica internazionale tra l’IBAM CNR e The University of South Florida’s CVAST con il programma del CNR “Short Term Mobility 2017”


Francesco Gabellone vola negli USA per implementare le sue competenze


La mobilità del ricercatore, la cooperazione e l’interazione tra diverse strutture scientifiche, contesti universitari e di ricerca internazionali facilitano l’avvio, la prosecuzione o il completamento di progetti di ricerca o il perfezionamento di tecniche altamente specialistiche.

Grazie al programma speciale short term mobility promosso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), attraverso la mobilità di breve durata di studiosi italiani e stranieri è certamente possibile rafforzare la promozione di collaborazioni scientifiche internazionali con Istituzioni di ricerca straniere di elevato prestigio scientifico.

Tra i progetti presentati dai ricercatori del CNR nell’ambito del programma “Short Term Mobility 2017”, è stato positivamente valutato quello proposto da Francesco Gabellone, ricercatore IBAM CNR della sede di Lecce. Lo abbiamo sentito prima della sua partenza per gli USA.

Quanto è importante abbattere le barriere fisiche, ma anche tra saperi, tra persone e idee e cosa prevede il suo progetto di collaborazione scientifica internazionale con il prestigioso centro dell’Università della Florida?

L’attività di cooperazione internazionale con altre istituzioni che operano nel settore della ricerca è fondamentale per il confronto scientifico, la crescita professionale ed il drenaggio concreto di nuove risorse, sia economiche che intellettuali.

Il mio programma si propone di attivare forme di cooperazione scientifica tra l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del CNR e il Center for Virtualization and Applied Spatial Technologies (The University of South Florida’s CVAST), al fine di pervenire a progettualità condivise, in un quadro di trasferimento di metodologie e tecnologie, dove entrambe le istituzioni possano beneficiare delle rispettive competenze per un proficuo arricchimento scientifico.

Quali saranno le attività su cui si focalizzerà questo trasferimento di metodologie e tecnologie, una volta arrivato in Florida presso il Center for Virtualization and Applied Spatial Technologies?

Lo stage presso l’Università americana sarà principalmente basato sullo sviluppo di una applicazione che possa implementare acquisizioni da laser scanner e da fotogrammetria, direttamente su mobile device. I risultati di questa attività beneficeranno delle esperienze da me e dal mio team maturate nel corso di una decennale attività di ricerca nello sviluppo di prodotti per la comunicazione e fruizione dei Beni Culturali, per coniugarsi con le tecnologie ed il know-how dei ricercatori dell’University of South Florida.

Qual è l’obiettivo della collaborazione internazionale con The University of South Florida’s CVAST?

La proposta fatta al CVAST è stata quella di sperimentare un prototipo di applicazione che permetta la lettura ad alta definizione di tappeti musivi, con tools per la misura lineare e di superficie. Da una prima lettura questa applicazione potrebbe sembrare “scarsamente rivoluzionaria”, ma il suo appeal è invece molto alto e questo per un motivo molto semplice: perché i tappeti musivi da rappresentare sono quelli della Villa del Casale di Piazza Armerina, forse il luogo più ambito per una sperimentazione di questo tipo. Negli ultimi anni il sito è stato oggetto di una nuova risistemazione, alternativa a quella di Minissi.

Particolare del mosaico della Villa romana del Casale, Piazza Armerina (Sicilia) – Foto di Giovanni Fragalà, Ibam Cnr

La nuova copertura, pur risolvendo alcune criticità del vecchio progetto, ne introduce altre, soprattutto in relazione alla lettura stessa dei mosaici. Per questo motivo ho ritenuto interessante per noi avviare un programma di ricerca in collaborazione con l’università statunitense, dal quale possa nascere la prima applicazione per la lettura iconografica e conservativa di questo bene, patrimonio dell’umanità.


Un’occasione di crescita importante.” – dichiara Daniele Malfitana, direttore dell’Ibam Cnr  L’architetto Gabellone è una importante risorsa dell’Istituto e con le sue competenze sviluppate in oltre venti anni di attività a stretto contatto con archeologi, architetti e ricercatori diversi dell’Istituto (e non solo), ha raggiunto risultati rilevanti e realizzato prodotti didivulgazione scientifica altamente sofisticati che oggi stanno nei più importanti musei d’Italia. Basti ricordare – conclude Malfitana – quanto fatto per il Museo Egizio di Torino. Proprio in questi giorni, le fedeli ricostruzioni della tomba di Kha stanno emozionando migliaia di visitatori in Cina e questo è un risultato che premia il ricercatore ma premia anche l’Istituzione dove il ricercatore opera”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *