Gli studenti diventano ‘nuovi interpreti’ del patrimonio culturale siciliano

Il percorso di alternanza scuola-lavoro promosso dall’IBAM CNR


In linea con il concetto public awareness of science, l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del CNR promuovere e valorizzare la ricerca scientifica sul territorio, attraverso il consolidamento di una vasta rete di relazioni tra mondo della ricerca, mondo imprenditoriale e società civile, attività che per un ente pubblico di ricerca rientrano nell’ambito della cosiddetta ‘Terza Missione’. All’interno delle attività di Terza Missione, rientra l’impegno dell’IBAM nell’attuare forti collaborazioni anche con le scuole e promuovere iniziative di orientamento e formazione. Nell’ambito dell’iniziativa promossa dal MIUR “Alternanza Scuola-Lavoro”, inserita nell’offerta formativa di tutti gli indirizzi di studio della scuola secondaria di secondo grado come parte integrante dei percorsi di istruzione (Legge 13 luglio 2015, n. 107, art. 1, commi da 33 a 43), l’IBAM nel corso del 2016 ha attivato diverse convenzioni con Istituti scolastici del territorio siciliano grazie alle quali è stato possibile ospitare circa 30 studenti di scuola secondaria di secondo grado.

Partita un po’ a rilento e con non poche problematiche e perplessità da parte di docenti e strutture ospitanti, l’alternanza scuola-lavoro registra adesso una capillare diffusione di variegate attività pensate ad hoc per gli studenti in tutto il territorio nazionale. Come riportato nel portale del MIUR, nell’anno scolastico 2015/2016 ben 652.641 ragazzi hanno svolto 29.437 percorsi in alternanza scuola-lavoro (in Sicilia si registrano 53.554 studenti) ospitati in quasi 150.000 strutture (imprese, associazioni, enti pubblici e privati).

Il percorso ideato dall’IBAM, visto lo stretto legame degli Istituti scolastici con il territorio etneo, ha coinvolto gli studenti nell’ambito del “Progetto di valorizzazione e fruizione dell’Anfiteatro romano di Catania”.

Il “Progetto di valorizzazione e fruizione dell’Anfiteatro romano di Catania” nasce da una proposta avanzata, nel corso del 2016, dall’IBAM al Dipartimento regionale ai beni culturali e dell’identità siciliana e al Polo regionale per i siti culturali di Catania che gestisce il monumento. Proposta accolta e resa operativa dalla sigla di un accordo della durata, prima di sei mesi e poi rinnovato per ulteriori 12 mesi, fino a dicembre 2017.

L’IBAM ha così preso in carico le attività connesse alla fruizione in sicurezza e alla valorizzazione dell’anfiteatro romano di Catania, oggi al centro di piazza Stesicoro, con l’obiettivo di ripensare ad un nuovo modo di fare archeologia oggi, di produrre ricerca scientifica e di saperla poi mettere a disposizione di tutta la società civile e garantire la ‘rigenerazione’ di un luogo, della sua identità, della sua memoria. Per raggiungere tale obiettivo l’IBAM ha coinvolto attivamente gli studenti del Liceo Galileo Galilei di Catania, dell’Istituto Superiore “Michele Amari” di Giarre e dell’Istituto Superiore “Concetto Marchesi” di Mascalucia nelle operazioni di valorizzazione del monumento.

Puntando sulla dimensione esperienziale, con l’approccio di learning by doing, il percorso caratterizzato da incontri di didattica non formale, ha permesso agli studenti, affiancati da esperti del settore, di diventare ‘nuovi interpreti’ del patrimonio culturale catanese, in grado di promuovere e valorizzare, nella società, soprattutto tra i coetanei, la conoscenza sul patrimonio culturale della propria città imparando per primi a leggere nel presente i segni del passato, spesso nascosti dalle innumerevoli trasformazioni del tessuto urbano.



 Nello specifico, gli studenti hanno realizzato due prodotti digitali di divulgazione e valorizzazione dei beni culturali: una guida cartacea/digitale dell’anfiteatro romano di Catania dal titolo A tempora exploranda. Guida all’anfiteatro romano di Catania per ragazzi indirizzata ai più piccoli e otto video-clip che raccontano le caratteristiche storiche, archeologiche e architettoniche di alcuni punti individuati (detti punti di interesse) del settore ordinariamente chiuso al pubblico del sito archeologico, inseriti all’interno del virtual tour realizzato nell’ambito del progetto dell’IBAM.



Il percorso di alternanza ha dato loro modo di conoscere il fine della ricerca scientifica, scoprire di cosa si occupa un Istituto che da anni svolge ricerca sul patrimonio culturale, capire in che modo sono utilizzate le più innovative tecnologie applicate ai beni culturali e soprattutto quali figure professionali sono necessarie per svolgere tale ricerca oggi: i ragazzi hanno visto da vicino il caleidoscopio di competenze multidisciplinare che vede collaborare insieme l’archeologo, l’architetto, il fisico, il chimico, il geologo, l’informatico, l’ingegnere, il grafico, l’espero in comunicazione, etc.

In fine, last but not least, il percorso ha dato agli studenti anche l’opportunità di sperimentare vocazioni e attitudini individuali: tutte le attività svolte dai ragazzi sono state, infatti, pensate affinché gli studenti potessero sviluppare le cosiddette soft skills, ovvero quelle competenze trasversali legate alla sfera personale e relazionale fondamentali nel mondo del lavoro, a prescindere dal ruolo ricoperto, come l’organizzazione del tempo, la gestione delle mansioni da svolgere, il lavoro in gruppo, la risoluzione di problemi e la comunicazione interpersonale. Competenze indispensabili che permetteranno agli studenti di perseguire le loro scelte future con maggiore consapevolezza.



Articolo a cura di Silvia Iachello, responsabile Ufficio strategico Terza Missione

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