Un Innovative Gate of Culture per l’Aeroporto internazionale di Catania

Un progetto promosso dall’Istituto per i beni archeologici e monumentali del Cnr (Ibam Cnr), dalla Società aeroporto Catania (Sac S.p.A.) in collaborazione con il comune di Catania per la realizzazione, nell’aerostazione internazionale V. Bellini di Catania, di uno spazio dinamico dove la ricerca scientifica sul patrimonio culturale siciliano prodotta dall’Istituto del Cnr diventa accessibile a tutti grazie ad un sapiente uso di tecnologie della comunicazione e dell’informazione associate a linguaggi emozionali in grado di trasmettere l’importanza della storia, della cultura e dell’identità della Sicilia.


L’aeroporto internazionale di Catania, per sua stessa natura paragonabile ad una porta d’ingresso all’interno del territorio siciliano, si trasforma in un luogo ideale di sperimentazione per ragionare in chiave strategica su temi, tecnologie e linguaggi comunicativi in grado di creare un potente mezzo di divulgazione alla portata di tutti capace di generare e veicolare conoscenza, cultura e informazione sul patrimonio culturale siciliano.

Nasce così il progetto Innovative Gate of Culture by IBAM CNR & SAC S.p.A. Fly with us into the Sicilian past, ideato dall’Istituto per i beni archeologici e monumentali del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibam Cnr) e dalla Società aeroporto Catania (Sac S.p.A.), con la collaborazione del comune di Catania. Il progetto è stato presentato il 14 aprile, presso gli uffici della direzione Sac, durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte l’amministratore delegato Sac, Nico Torrisi, il presidente Sac, Daniela Baglieri, il sindaco di Catania, Enzo Bianco e il direttore Ibam Cnr, Daniele Malfitana.

Innovative Gate of Culture, pensato come laboratorio temporaneo dentro l’aerostazione V. Bellini di Catania (Fontanarossa), è uno spazio dinamico dove la ricerca scientifica sul patrimonio culturale siciliano diventa accessibile a tutti grazie ad un sapiente utilizzo di tecnologie della comunicazione e dell’informazione associate a linguaggi emozionali in grado di restituire l’importanza della storia e della cultura della Sicilia.

A dare l’input decisivo alla messa in atto di questo temporary lab è stato l’importante appuntamento internazionale del 43° vertice del G7 che si svolgerà in Sicilia a Taormina nel prossimo mese di maggio.


Riproduzioni di reperti archeologici, custoditi nei musei siciliani, riprodotti da un’officina artigianale e attraverso la tecnologia delle stampanti 3D; docu-video di ricostruzioni tridimensionali di alcuni monumenti indagati dall’Istituto catanese e immagini significative delle tecnologie utilizzate per la ricerca, la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali saranno i protagonisti di questo ‘gate’ innovativo della cultura.

Grazie alla collaborazione del comune di Catania,ad esempio, è stato possibile acquisire con tecniche non invasive di laser scanner il frammento della testa in marmo di Kouros da Lentini datata agli inizi del V sec. a.C. e custodita presso il Museo civico di Castello Ursino a Catania per poter riprodurre il reperto tramite la tecnologia della stampante 3D.

La conoscenza e la condivisione dell’identità di un territorio sono in grado di creare innovazione e inclusione sociale generando un ponte con il proprio territorio – dichiara il Direttore dell’Ibam Cnr, Daniele Malfitana. L’Ibam da tempo lavora ad un capillare processo di conoscenza e divulgazione dei risultati della propria ricerca scientifica sul territorio, promuovendo attività con valore educativo, culturale, di sviluppo della società e, dunque, di disseminazione della ricerca specialistica per stimolare la consapevolezza del ruolo e del valore del patrimonio culturale oggi. A Catania, altri progetti, già avviati dall’Ibam, vanno proprio in questa direzione: il Catania Living Lab di Cultura e Tecnologia in convenzione con il Comune di Catania, la prima tappa, presso la stazione Stesicoro, del ‘museo diffuso’ per la città di Catania all’interno delle linee metropolitane etnee, in convenzione con Ferrovia circumetnea (Fce), sono esempi concreti di come la ricerca specialistica, condotta dall’Istituto, possa essere declinata per rendere cittadini e società più informati e consapevoli nei confronti del nostro patrimonio culturale. É questo – conclude Malfitana – il senso di fare ricerca oggi, mettendo insieme attori diversi per il raggiungimento di obiettivi comuni.

 

Ripensare il ruolo dell’aeroporto è una sfida che ci alletta molto – spiega la presidente SAC, Daniela Baglieri –. Non più “non luoghi” ma spazi dove connettere saperi e promuovere identità, combinando passato e futuro grazie al supporto della tecnologia e, nel nostro caso, grazie al contributo della ricerca scientifica dell’IBAM Cnr di Catania, impegnato a esplorare il nostro immenso patrimonio archeologico. Il viaggio e la conoscenza diffusa sono divenuti per SAC il tema di questo nuovo percorso all’interno del terminal. Non a caso abbiamo scelto il volto di Adriano come immagine guida di questo primo progetto del Cultural Gate: Adriano, imperatore dell’antica Roma, grande viaggiatore, da Oriente a Occidente, che è stato anche in Sicilia.

 

Il Cultural Gate, che abbiamo pensato in occasione del G7 ma che diventerà un progetto più ampio e a lunga scadenza – aggiunge l’AD Nico Torrisi – rappresenta per noi un vero e proprio “hub”: un catalizzatore di arte, cultura, storia e innovazione, un centro di smistamento di idee. Riteniamo infatti che la porta d’ingresso della Sicilia, lo scalo che ospita 8 milioni di passeggeri all’anno, abbia il preciso dovere di accogliere i viaggiatori in arrivo – oltre che con i servizi essenziali – anche con un valore aggiunto che ci connoti fortemente, con una narrazione che abbia un legame con la nostra storia, con il nostro passato e con il nostro futuro. La cultura deve diventare parte integrante del percorso che il nostro aeroporto ha davanti a sé, e allo stesso modo chi passa da Fontanarossa deve sapere di poter sempre trovare qualcosa che lo arricchisce e lo fa riflettere.

Sulla sorprendente Catania “scoperta” dal turismo internazionale ha posto l’accento Enzo Bianco, sindaco della città e Metropolitano:

Questo è probabilmente l’unico centro al mondo due volte Patrimonio dell’Umanità: per il suo barocco e per il vulcano Etna. Incastonata in un territorio, quello della Sicilia del Sud est, con un’altissima densità di siti Unesco, Catania è stata greca e romana e possiede un Odeon secondo solo al Colosseo, un castello medioevale in quello stile unico che è il gotico chiaramontano e stupefacenti esempi d’architettura settecentesca, come il complesso dei Benedettini e il palazzo Biscari. I turisti sono affascinanti dal nostro sole, dal mare, dal calore della gente, dall’accoglienza. Ma soprattutto sono sorpresi dalla nostra offerta culturale che in questi anni si è enormemente ampliata e lo sarà ancor di più con l’apertura di una sezione del Museo Egizio di Torino. Nella classifica 2017 di eDreams sulla popolarità tra i viaggiatori europei, siamo al sesto posto in Italia e per questa Pasqua Skyscanner ci classifica quarta città al mondo come destinazione preferita dopo Londra, New York e Amsterdam e prima di Parigi e Barcellona. La nostra scommessa dev’essere adesso quella di far tornare questi turisti, ricordando loro tutte le meraviglie della nostra terra che non hanno ancora ammirato. E in questo la vetrina virtuale di tesori archeologi in quest’aeroporto, principale porta della Sicilia, è d’importanza strategica anche per sfruttare quella straordinaria vetrina che è il G7.

A breve sarà possibile seguire, tramite i canali istituzionali e ufficiali dell’Ibam e di Sac le fasi di allestimento di questo ‘gate’ che inviterà il passeggero ad intraprendere un ‘volo immaginario’ dentro il passato della Sicilia: fly with us into the Sicilian past.

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