Il primo WebGIS della città di Lecce

Le piattaforme GIS si rivelano uno strumento realmente efficace soprattutto nei centri urbani a continuità di vita, cioè quelli in cui la stratificazione archeologica diventa molto complessa.

Uno di questi casi è proprio quello della città di Lecce, in cui l’IBAM CNR, nell’ambito dei lavori del progetto DICET e grazie al fondamentale contributo fornito dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, sta provvedendo alla costruzione del primo WebGIS della città, integrando in un unico sistema sempre disponibile sul web un gran numero di informazioni relative alle diversi fasi storiche della città.

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Le attività di ricerca, condotte anche attraverso lo strumento della piattaforma GIS, stanno contribuendo ad arricchire e dettagliare ulteriormente la ricostruzione dell’evoluzione storica della città finora conosciuta, in particolare tra l’epoca messapica e quella romana.

Nel corso del IV sec. a.C. si assiste alla trasformazione di Lecce in un abitato di tipo urbano anche attraverso la costruzione, alla fine del secolo, di una poderosa cinta muraria realizzata con grandi blocchi di calcare locale che, con un percorso di circa 3 km, racchiudeva una superficie di quasi 60 ettari: l’attuale centro storico di Lecce; le aree abitate appaiono intervallate da spazi liberi, aree pubbliche, luoghi di culto e necropoli, costituite per lo più da tombe a fossa scavate nel banco roccioso, ma anche da grandi camere ipogeiche, e realizzate sia all’esterno che all’interno dell’abitato, come nell’area dell’Ipogeo Palmieri, in uso fino al II sec. a.C., o in quella in cui sorgerà l’anfiteatro.

La Lupiae romana, divenuta municipio ascritto alla tribù Camilia dopo la guerra sociale, è caratterizzata da un significativo sviluppo urbano tra la fine della Repubblica e la prima età Imperiale, quando invece si assiste al declino della vicina città di Rudiae, posta appena 2 km più a SO.

In questa fase tutte le necropoli sono all’esterno dell’area urbana, nella quale vengono realizzate grandi opere che vanno a monumentalizzare il settore orientale della città; qui, a breve distanza tra loro, sono costruiti l’anfiteatro e il teatro, un edificio termale individuato in piazzetta S. Chiara, subito a S del secondo edificio, un tempio forse dedicato ad Apollo posto nelle vicinanze e un altro tempio dedicato a Iside, recentemente individuato al di sotto di Palazzo Vernazza, subito a SE del teatro mentre, secondo la tradizione, il foro potrebbe essersi trovato nell’area di piazza Duomo.gis

Un mosaico molto complesso dunque, le cui tessere si stanno lentamente ricomponendo proprio attraverso l’uso della piattaforma GIS per l’analisi geospaziale dei dati archeologici.

Tale piattaforma realizzata interamente con tecnologie open source è un prodotto che, una volta perfezionato, potrà essere facilmente replicato con le stesse modalità e identiche funzionalità anche in altri centri a continuità di vita.

L’architettura alla base del progetto è il server cartografico GeoServer, che si appoggia per i dati geospaziali al server database PostgreSQL con l’estensione PostGIS. Gli archivi cartografici e le tabelle sono costantemente modificati e aggiornati con nuovi dati provenienti dagli scavi archeologici o dalle ricerche d’archivio attraverso il software desktop QuantumGIS che, attraverso un’interfaccia molto intuitiva, consente di gestire in maniera pratica e molto efficiente il complesso dataset relativo alla città di Lecce.

A cura di G. Di Giacomo – Assegnista di ricerca presso la Sede IBAM CNR di Lecce

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